mercoledì 28 marzo 2012

Ovarian carcinomas as five distinct diseases.

Based on histopathology and molecular genetic alterations, ovarian carcinomas are divided into five main types (high-grade serous (70%), endometrioid (10%), clear cell (10%), mucinous (3%), and low-grade serous carcinomas (<5%)) that account for over 95% of cases. These types are essentially distinct diseases, as indicated by differences in epidemiological and genetic risk factors, precursor lesions, patterns of spread, and molecular events during oncogenesis, response to chemotherapy, and prognosis. For a successful specific treatment, reproducible histopathological diagnosis of the tumor cell type is critical. 

(Dall' Abstract di Prat J. Ovarian carcinomas: five distinct diseases with different origins, genetic alterations, and clinicopathological features).

Bibliografia:

Prat J. Ovarian carcinomas: five distinct diseases with different origins, genetic alterations, and clinicopathological features. Virchows Arch. 2012 Mar;460(3):237-49.


Representative examples of the five main types of ovarian carcinoma, which together account for 98% of cases: a High-grade serous carcinoma; b Low-grade serous carcinoma; c Mucinous carcinoma; d Endometrioid carcinoma; and e Clear cell carcinoma (da Prat J, Virchows Arch. Mar. 2012).

lunedì 26 marzo 2012

The staining corner: in praise of haematoxylin.

L' ematossilina e' la colorazione istologica che insieme all' eosina rappresenta ancora oggi, in epoca molecolare, la pietra miliare della diagnostica anatomo-patologica.
L' albero da cui è estratta, l' Haematoxylon campecheanum, è stato scoperto dai primi Conquistadores Spagnoli, i quali non ne intuirono subito le potenzialità di impiego come colorante in campo tessile. Successivamente,  Spagna ed Inghilterra si scontrarono ripetutamente per il possesso delle piantagioni di Haematoxylon fino alla fondazione, da parte degli Inglesidi una piccola nazione Centro-Americana, il Belize, la cui economia era basata esclusivamente sulla coltivazione del Logwood three (come veniva chiamato il Campecheanum dagli Inglesi). Intanto, l' industria tessile Europea tentava di riscoprire le tecniche di colorazione con l' ematossilina dei Nativi Americani, le cui conoscenze erano ormai andate perdute in seguito ai genocidi operati dai Conquistadores Spagnoli.
Fu Boehemer a realizzare per primo, nel 1865, una efficace colorazione dei tessuti biologici con l' ematossilina. Ispirandosi proprio alle scoperte dell' industria tessile, Boehemer utilizzò infatti un mordenzante metallico che formava con l' emetina, l' acido debole derivato dall'ossidazione dell' ematossilina, un composto basico fortemente acidofilo. Nel secolo ormai passato, ci sono stati alcuni tentativi per rimpiazzare questa colorazione con altre di natura sintetica; nessuna di queste ha dimostrato, ad oggi, la stessa affidabilità e versatilità dell' ematossilina.
Lunga vita all' ematossilina, quindi!

Bibliografia:


Titford M. The long history of hematoxylin. Biotech Histochem. 2005 Mar-Apr;80(2):73-8.

Cross section of trunk of Haematoxylon Campecheanum from the Cayman Islands. The sample is darkening with age (da Allison RT Haematoxylin - from the wood).










The staining corner (1).


lunedì 19 marzo 2012

To err is human.

Gli errori, per un' assistente in formazione, sono un momento di crescita importante. Ci si confronta infatti con la propria fallibilità e con la necessità di una formazione costante nel tempo, al di là dei canonici anni della specializzazione. Lo studio e l' accesso alla più vasta casistica possibile durante i preziosi anni della formazione sono, insieme alla quotidiana review dei casi stessi con uno specialist, fra gli antidoti più efficaci contro il futuro rischio di malpractice. Analizzare la letteratura sull' argomento, può essere d'aiuto per conoscere quali sono le più frequenti cause di errore in anatomia patologica e le modalità per porvi  rimedio. 

Because of its complex nature, surgical pathology practice is inherently error prone. Currently, there is pressure to reduce errors in medicine, including pathology. [...]. Multiple factors contribute to errors [...], including variable input, complexity, inconsistency, tight coupling, human intervention, time constraints, and a hierarchical culture. Strategies that may reduce errors include reducing reliance on memory, improving information access, error-proofing processes, decreasing reliance on vigilance, standardizing tasks and language, reducing the number of handoffs, simplifying processes, adjusting work schedules and environment, providing adequate training, and placing the correct people in the correct jobs.
Dall' Abstract di Nakhleh RE. Error reduction in surgical pathology. 

Bibliografia:

Nakhleh RE. Error reduction in surgical pathology. Arch Pathol Lab Med. 2006 May;130(5):630-2.


Troxel DB. Trends in pathology malpractice claims. Am J Surg Pathol. 2012 Jan;36(1):e1-5.

giovedì 15 marzo 2012

Histology of micro polyps in chronic endometritis.


A pathologist can be strongly challenged when diagnosing endometritis. [...] chronic endometritis is always characterized by the presence of an inflammatory infiltration containing plasma cells. [...] Another element supporting the diagnosis of endometritis is the ‘spindle cell’ alteration in the endometrial stroma, described first by Kurman and Mazur. [...] Direct observation of the endometrial cavity by hysteroscopy has highlighted a particular macroscopic aspect: small regular polyploidy excrescences in the mucosa whose width is <2 mm. This pattern is always related to a histological diagnosis of chronic endometritis. In this communication we wanted to show the histological equivalent of ‘hysteroscopic’micro polyps. 
Da Resta L, et al, Histology of micro polyps in chronic endometritis. 


Bibliografia:

Resta L, et al, Histology of micro polyps in chronic endometritis. Histopathology. 2012 Mar;60(4):670-4. 


Hysteroscopic view of micro polyps in a case of chronic endometritis and matching histological pattern. (da Resta L. et al, Histology of micro polyps in chronic endometritis)

martedì 6 marzo 2012

Surgical Pathology Snapshot #8: an incidental finding at US.




Maschio, 36 anni. Reperto occasionale dopo esame ecografico. 

Descrizione macroscopica: Nefroureterectomia destra di cm 10.5x6x4; uretere di cm 11 di lunghezza. In sezione, in corrispondenza dell'area parapielica si osserva formazione nodulare di cm 6 di diametro max, di aspetto micro-macrocistico, diffusamente emorragica.

(inviato dal dott. R. Franco, Istituto Nazionale Tumori, Fondazione Pascale, Napoli).


Make your own diagnosis!        


(la soluzione, come sempre, fra una settimana).                                      

Cliccami per la diagnosi

Solitary fibrous tumor.

martedì 28 febbraio 2012

Lost Dog.


A dog was discovered hiding in a 2.0 × 0.6 × 0.5-cm fibroadenoma excised from the right breast of a 30-year-old woman. The dog is small (<0.1 cm), with a hematoxylin-eosin color coat, erect ears, and bushy tail. We are unsure if the dog has been spayed or neutered, but it is definitely fixed. The lost dog may be claimed by contacting the authors.

Contact:

Weinrach DM, Wang KL, Laskin WB. Lost dog. Arch Pathol Lab Med. 2003 Nov;127(11):1531.

domenica 26 febbraio 2012

Peer review: impares nascimur, pares morimur.

L'inchiesta apparsa su La Repubblica del 24 febbraio (Quando sbagliano gli scienziati), al di là del "colore" giornalistico, pone delle questioni interessanti sulla "fallibilità" della scienza. Il giornalista conclude affermando che il sistema della peer review può effettivamente rappresentare un "vaccino" contro l'errore scientifico. 
Ma molte critiche sono state poste anche al cosiddetto sistema di "revisione dei pari". Quest'ultimo rappresenta il moderno sistema utilizzato per la revisione critica dei lavori scientifici e si basa sulla selezione, da parte degli Editor, di referee considerati esperti.  L'anonimato, la gratuità della revisione e l'esperienza del referee dovrebbero assicurare sia l'assenza di conflitti di interesse che la qualità della revisione. Ma non sempre è così. 
Molte riviste, infatti, consentono all' autore di scegliere uno o più referee con la possibilità, talvolta, di suggerire  addirittura l'esclusione di alcuni revisori considerati "scomodi". Inoltre, è da considerare il bias che porta a "favorire" i gruppi di ricerca noti e le idee dominanti, a discapito dei piccoli ricercatori con idee più innovative ma, giocoforza, "eretiche". Talvolta, anche la scarsa esperienza del revisore selezionato può rappresentare un fattore determinante. Tale problema ha portato, più di una volta, alla pubblicazione di ricerche errate che hanno obbligato le riviste ad imbarazzanti ritrattazioni tardive. 
Forse, una possibile soluzione sta nel consentire una pre-revisione del paper aperta a tutta la comunità scientifica, associata all' attività di reviewer professionisti (pagati).

Bibliografia:


Peering more closely at peer review, Hopkinsmedicine.org (link).

Improving peer review,  db's Medical Rants (link).