domenica 18 novembre 2012

Cineforum 20/11/2012 - Living Proof


La Scuola di Specializzazione in Anatomia Patologica presenta: 

Living Proof
di D. Ireland
con Harry Connick, Jr.




La storia del Dr. Dennis Slamon, dell’HER2 e dell’origine e sviluppo dell’Herceptin

Ore 15.30, Aula Seminari, Edf 20.

Vi aspettiamo numerosi.

martedì 13 novembre 2012

Immunohistochemistry: use or abuse?

Il recente post di Mills tratta un argomento sempre più di attualità, soprattutto per gli junior pathologists: l' abuso delle colorazioni immunoistochimiche. Già  avevo affrontato questa tematica in maniera "scherzosa" in un precedente post (LINK), sebbene le conseguenze dell' uso di colorazioni immunoistochimiche non necessarie sono affatto serie. Oggi non possiamo permetterci più di "sprecare" il materiale biologico, perché la diagnosi istopatologica è diventata il punto di partenza di numerose indagini molecolari, da effettuarsi sui nostri sempre più piccoli campioni bioptici ma necessarie per il management clinico del paziente. Come recita un altro blog che tratta questo argomento: "low power lens, high power mind; high power lens, low power mind" e di conseguenza "the diagnostic skills of the surgical pathologist are inversely proportional to the number of IHC stains needed to arrive at the final diagnosis". Quindi, ben venga l' uso della immunoistochimica, ma  non prima della correlazione con i dati clinici e di un accurato e approfondito studio dei criteri morfologici.

Bibliografia:

Mills S. E. Overuse of immunohistochemistry Pn Blog.  Nov. 12, 2012

Wheeler T. Immunohistochemistry: When Do We Have Too Much of a Good Thing? Lab Line by the Doctor’s Doctor Blog. May 6, 2010

martedì 23 ottobre 2012

The 3-layered Ductal Breast Epithelium

Incipient gynecomastoid hyperplasia of the female breast. A, The duct shows a 3-layered epithelial pattern: an inner layer of luminal cells with smaller nuclei, an intermediate layer of luminal cells with predominantly vertical orientation, and an outer layer of myoepithelial cells. B, Immunostaining for ER selectively highlights the intermediate layer. C, Immunostaining for CK5 selectively highlights the inner and outer layers.


Pagetoid involvement of a duct by ductal carcinoma in situ. A, The inner layer consists of a preexisting luminal epithelium lifted up by the in situ carcinoma cells. The intermediate layer consists of disordered neoplastic cells, with some oriented vertically. The duct is surrounded by an outer layer of myoepithelium. B, Immunostaining for CK5 shows positive staining of the inner luminal layer and the outer myoepithelial layer but not the intermediate layer comprising in situ carcinoma cells.






Da Cheuk W et al, Am J Surg Pathol 2012.

Bibliografia:


lunedì 15 ottobre 2012

Mutation specific antibodies: tool or dinosaur?

C'è ancora posto per la "vecchia" immunoistochimica nell' era della patologia molecolare? La risposta potrebbe essere affermativa, grazie all' introduzione di anticorpi mutazione specifici che riconoscono specificamente la proteina "mutante", e che possono essere utili soprattutto nel pre-screening dei pazienti in cui la presenza della mutazione, dal punto di vista clinico e/o istologico, e più frequentemente attesa. Inoltre, gli anticorpi mutazione specifica ci consentirebbero di "visualizzare"  le singole cellule mutate anche in un contesto morfologico eterogeneo, con potenziali ripercussioni scientifiche circa l' istogenesi e l' evoluzione morfo-molecolare delle singole neoplasie.

Bibliografia:




Park HS. et al, Immunohistochemical screening for anaplastic lymphoma kinase (ALK) rearrangement in advanced non-small cell lung cancer patients. Lung Cancer. 2012 Aug;77(2):288-92. 

giovedì 11 ottobre 2012

Current issues in diagnostic breast pathology

On behalf of the NHS Breast Screening Programme Pathology Coordinating Group we present recommendations for terminology and diagnostic criteria for a number of key areas of practice in breast pathology where terminology can be confusing and where accurate communication will ensure appropriate clinical management. These recommendations cover columnar cell lesions and the spectrum of changes that can be seen in these epithelial proliferations, lobular neoplasia, micrometastases and isolated tumour cells in axillary lymph nodes, the use of basal/myoepithelial markers in diagnostic practice and oestrogen receptor testing in ductal carcinoma in situ.

 Dall' abstract di Walker RA. et al, Current issues in diagnostic breast pathology.




(A) Lactational changes can be mistaken for flat epithelial atypia and (B) in some rare variants show distinct cytological atypia. The epithelium tends to be cuboidal and the presence of foamy clear cytoplasm should alert one to this diagnosis (da Walker RA. et al.).



giovedì 20 settembre 2012

Surgical Pathology Snapshot #9: 5 years old, neck.



 Età 5 anni, tessuti molli del collo, operato per residuo del dotto tireoglosso.

(segnalato dal dr. Severo Campione).

Make your own diagnosis! 

lunedì 17 settembre 2012

NSCLC Subtyping on Cytology – Meeting the Challenge

La necessità di sottotipizzare il carcinoma non a piccole cellule del polmone è divenuta ormai fondamentale per la scelta delle strategie terapeutiche più appropriate. In particolare, l' avvento delle terapie con farmaci anti tirosina chinasi specifici per i pazienti con adenocarcinoma ed EGFR mutato, ha reso indispensabile l' istotipizzazione anche sui "small tissue samples", che in oncologia polmonare sono molto spesso i soli campioni disponibili a causa dell' inoperabilità della maggior parte dei pazienti. La citopatologia può affrontare questa sfida perchè unisce ad una preservazione della citomorfologia superiore al campione bioptico, la possibilità di effettuare tecniche ancillari immunoistochimiche su cell block. Come mostrato efficacemente in da Cunha Santos et al. grazie alla correlazione cito-istologica in 602 aspirati polmonari con follow-up chirurgico (1), la diagnosi di istotipo è possibile, nella maggior parte dei casi, esclusivamente grazie alla citomorfologia. Infatti in questo lavoro si dimostra che, dopo revisione morfologica, solo il 17% dei NSCLC rimane non classificabile, necessitando di integrazione immunocitochimica. Ma anche per quest' ultima, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, non si è osservato, nell' esperienza degli autori, un significativo incremento nemmeno in seguito alla introduzione della terapia targeted. Questo rinforza la conclusione per la quale (quasi) sempre la morfologia è in grado di assicurare una corretta sottotipizzazione, così da ottimizzare l' utilizzo del materiale aspirato per la biologia molecolare.

Gilda da Cunha Santos del dipartimento di Medicina di Laboratorio e Biopatologia dell' Università di Toronto, insieme ad altri ospiti italiani ed internazionali, interverrà giovedì 27 Settembre nel corso del III Molecular Cytopathology Meeting, presso il Centro Congressi Federico II in Via Partenope. Accorrete numerosi!  (per informazioni clicca QUI)















Bibliografia: